
Ritorna la rubrica letteraria del Gaggio’s Blog, questa volta per recensire un libro che ho rischiato di non finire di leggere. E forse sarebbe stato meglio. Da bravo consumatore sprovveduto, mi sono lasciato attirare dagli entusiastici commenti di autorevoli recensori:
“De Carlo si concentra sul carisma dei potenti e sui meccanismi della comunicazione di massa, e riesce a trarne un racconto brillante, teso, coinvolgente.”
Boston Calendar“Misteriosa e magistrale fluidità, che si sposta di ruolo in ruolo, di persona in persona, di gesto in gesto con perfetta naturalezza.”
The Times Literary Supplementetc etc
L’argomento sembra affascinante, ed al giorno d’oggi, capire le tecniche di comunicazione con cui veniamo sistematicamente abbindolati è importante, se non come autodifesa almeno per rifarsi sul prossimo. In più, De Carlo mi viene da più parti consigliato, perchè non provare? Il libro è anche in promozione…
Beh, i primi capitoli mi impressionano subito per la descrizione pedante di persone, cose, piante, gesti… senza azioni. Non succede nulla, ma se questo serve a preparare il lettore al grande colpo di scena, alla storia che finalmente inizia a svilupparsi… e invece no. Si tratta sostanzialmente di un lungo ritratto di Macno, uomo di comunicazione che ha preso il potere in questo fantomatico paese, molto simile all’Italia, e della sua storiella d’amore con la giornalista straniera dal cui punto di vista è narrata la vicenda. L’intuizione di De Carlo sulla piega che avrebbe preso la politica italiana, interamente imperniata sui salotti televisivi, è quasi classificabile come preveggenza visto che questo lavoro è dell’84. A parte questo l’interesse per lo svolgersi complessivo della trama solletica poco più della vicenda di Sarkozy e Carla Bruni, per chiudere in bellezza con un finale scialbo quanto la ex-modella, simil-cantante, pseudo-first lady.
Insomma, leggetelo, ma solo se vi piacciono gli incroci di sguardi, l’inseguirsi di pensieri femminili, lo sfiorarsi di corpi dalle movenze delicate, la lentezza esasperata.

Me ne è bastato leggere uno di De Carlo……una schifezza mostruosa, MAI PIU’!
A me lo consigliò LINOE……colpa sua anche stavolta?
A me lo consigliò grillo. Non Beppe. E mi consigliò l’autore, non il libro…
ma che minchia vai dicendo? io odio de carlo, ho letto due suoi libri rimanendo affascinato dalla banalità delle storie. il terzo giace ancora sul mio comodino da alcuni anni, e resta uno delle mie incompiute insieme all’autobiografia di paolo di canio.
allora forse non ricordi che tu mi consigliasti “due di due” o come dio de dio si chiama, o “uto”, “huto”, “utho” o come si scrive. forse è passato un po’ di tempo, magari eri ancora nella tua fase adolescenziale di teenager che si chiude in camera abbracciando il cuscino. Eri sicuramente più sensibile.
ma secondo te posso leggere un libro che si chiama “Uto”? Già si fosse chiamato “Ugo”, almeno mi sarebbe tornato in mente il felice periodo in cui praticavo judo con una pecora in testa.
“Due di due” invece l’ho letto, e da lì è iniziato il mio odio per la vita.
Oddio Gaggio misà che ti sbagli, cioè Grillo ha davvero poco gusto per i libri, ma credo che l’hai confuso con LINOE.
che merda di complotto contro di me per farmi sembrare pazzo e togliermi di mezzo.
Ma quale complotto e complotto?! Secondo te scendo a patti con uno schifoso ingegnere per prendere per il culo un altro schifo d’ingegnere??? RAZZA GIA’ FINITA SENZA NEANCHE COMINCIARE!
Penso che UTO te lo abbia consigliato Rigo Gaggio….
hai già tanti nemici, Barak, non inimicarti anche l’ordine degli ingegneri
Io , Linoe, ho letto tipo 3 o 4 libri di de carlo ma non mi ricordo minimante di averli mai consigliati a federico. comunque : Uto è unammerda, 2 di 2 è unammerda a meno che non c hai 15 anni e sei anarchico e stimi carlo giuliani e vuoi andare a vivere in campagna con tua miglie che è piena di piercings e sgarboni con il tuo cane mentre mangi il fuoco.
no, noi ingegneri e voi assicuratori dobbiamo restare uniti